Supervisioni

Supervisioni e consulenze

"Un’organizzazione può essere dittatoriale, anarchica, disordinata, burocratizzata e molto altro; il supervisore, agendo sulla lettura dei movimenti disfunzionali del leader e del gruppo, diviene uno strumento utile a offrire possibili soluzioni. Svelando le motivazioni e fornendo elementi teorici, il supervisore, dopo avere diagnosticato la malattia dell'istituzione, programma un orientamento della cura attraverso indicazioni peculiari”.

Michele A. Rugo, “L’organizzazione malata”

Le organizzazioni sono fatte da persone, le persone si ammalano, le organizzazioni si ammalano.

All’interno delle istituzioni possono emergere bisogni complessi: conflitti tra colleghi, tensioni con la leadership, difficoltà relazionali che incidono sul benessere del gruppo.

L’attività di supervisione ha due finalità: individuare quali sono le dinamiche relazionali interne che ostacolano il benessere dei partecipanti e, di conseguenza, ipotizzare le soluzioni possibili.

L’interesse di Michele Angelo Rugo per le organizzazioni nasce dal desiderio di comprendere come i membri di un’istituzione interagiscano tra loro, quali siano i loro investimenti affettivi, transferali e simbolici verso l’istituzione e verso i leader.

Nel corso della sua esperienza ha osservato come, in assenza di spazi di elaborazione, possano svilupparsi conflitti profondi all’interno delle équipe o tra il gruppo e chi ricopre ruoli di responsabilità.

A seconda delle necessità e della domanda di “cura” dell’organizzazione - sia essa aziendale, scolastica, di volontariato o sportiva - l’intervento può essere svolto direttamente o con il supporto di collaboratori.

Michele Rugo si occupa di supervisioni all’interno delle istituzioni per sanare le difficoltà relazionali che incidono sul benessere del gruppo.
Michele Angelo Rugo si occupa di supervisione e consulenza organizzativa per gruppi e istituzioni sanitarie.

Come funziona?

Primo incontro e definizione del percorso

Il primo incontro serve a comprendere la domanda, conoscere il gruppo e definire durata e modalità della supervisione. Al termine viene elaborato il preventivo. Quando utile, può essere proposta una breve relazione introduttiva per orientare il gruppo sui temi del lavoro.

Analisi delle dinamiche organizzative

Vengono esplorati i fattori che influenzano il funzionamento dell’organizzazione: motivazioni dei partecipanti, relazioni tra gruppi, gestione del potere, leadership, rapporto tra generazioni e processi di cambiamento.

Incontri operativi e restituzione finale

Il percorso prosegue con interviste e lavori in piccoli gruppi per individuare criticità e risorse. La supervisione si conclude con una restituzione condivisa e con la definizione di nuovi processi utili allo sviluppo dell’organizzazione.

Lo scopo

L’intervento di supervisione ha come finalità quella di rendere vive le istituzioni, attivando processi di pensiero e confronto che pongono il desiderio alla base di ogni scelta realmente generativa.

Eredità, generatività, confronto e rinnovamento sono le coordinate che orientano il lavoro. Il percorso è rivolto al rafforzamento dell’identità del gruppo, alla valorizzazione delle sue risorse e della sua plasticità, fino a sostenere un’adesione simbolica condivisa al nome e alla funzione dell’organizzazione.

La supervisione interroga i ruoli di responsabilità: chi occupa una posizione verticistica può essere presente e, allo stesso tempo, capace di farsi da parte? Qual è il suo contributo nel rendere il lavoro delle équipe il più generativo possibile?

Il lavoro si concentra inoltre su ciò che trasforma un’organizzazione in un gruppo: i simboli, i linguaggi, i legami che vanno oltre la dimensione numerica della produzione e della statistica.

Il desiderio diventa così una chiave di lettura centrale, capace di rendere pensabili e realizzabili processi che fino a quel momento apparivano impossibili.

Il cambiamento viene affrontato come trasformazione continua. Un’organizzazione, nel tempo, attraversa molte vite. La supervisione si occupa di leggere e approfondire sintomi, disagi e nuove possibilità che emergono nelle relazioni tra i membri, favorendo processi di rinnovamento che mantengono viva la capacità di nascere, ancora e ancora.

È possibile richiedere
una consulenza o una supervisione

Contatti

Il leader è solo. È la solitudine che permette la libertà decisionale, ma la libertà, come sostiene Kierkegaard, è una delle migliori compagne dell’angoscia